Giardino Giusti, Verona

Metti un broker in giardino

4 commenti
gardens / giardini

A quanto dareste il Giardino Giusti di Verona su Villa Cicogna Mozzoni di Bisuschio? Se doveste scegliere quale visitare fra i due? Come giustifichereste la scelta?

Sono stati realizzati negli stessi anni – la seconda metà del Cinquecento, con ingredienti molto simili: una villa a U con giardino all’italiana, una zona sopraelevata rimaneggiata in stile paesaggistico, una scala di collegamento fra le due, prospettive, siepi topiate, statue, fontane, vialetti di ghiaia, … inoltre, entrambi sono gestiti dai discendenti dei proprietari originali.

Il punto di partenza
Giardino Giusti: l'ingresso al labirinto

Giardino Giusti: l’ingresso al labirinto

Questo è forse il genere di domande che si fa chi, come me, deve capire le cose quando ormai ci è già caduto dentro, chi non muove da studi di storia dell’arte e del giardino ma coglie ogni occasione per chiedersi “perché c’è quel che c’è, e non altro”.

In altre parole, si fa presto a dire Rinascimento, Giardino all’Italiana, Parco all’inglese: le definizioni sono universalmente condivise, ma non bastano a spiegare perché ciascuna delle realtà cui si riferiscono sembri voler dire anche qualcos’altro. Un “si, però io…”.

La mia ipotesi

Secondo me è proprio quel “si però” che fa di ciascun giardino un universo perfettamente compiuto in sé anziché una brutta copia.

Qual’è la vostra?
Secondo voi? Su cosa si basa il valore di un giardino storico? Sta nella capacità di testimoniare uno stile, o di metterlo al servizio del contesto, per valorizzarlo? Nel perdurare del suo disegno originario o nel suo recupero?
Pubblicato da

Rather than writing about what I know, I prefer to write to know ... the same goes for reading. Anziché scrivere di ciò che conosco, preferisco scrivere per conoscere... lo stesso vale per la lettura.

4 thoughts on “Metti un broker in giardino”

  1. Anch’io come te non muovo da studi di storia dell’arte. “Perché c’è quel che c’è e non c’è altro”, è la stessa domanda che mi insisteva davanti allo spoglio mistero di un giardino giapponese. Io così piccolo, distante dal tempo e dalla filosofia di chi quel giardino ha pensato e realizzato, lui così semplice eppure complesso, raffinato, misterioso.

    Mi piace anche tutto ciò che, come dici tu, “si mette al servizio del contesto”. La intendo così. In Giappone ho visto perle del passato (giardini appunto, piccoli templi, pagode) orrendamente mescolate con squallidi edifici moderni, case, capannoni, superstrade. Poi, nel tempo, mi sono chiesto, orrendamente, ma davvero? Squallidi, ma davvero? Non è che quelle perle si sono invece, piano piano, semplicemente integrate con quello che è il Giappone oggi?
    Mi piace questo paese anche per quella “leggerezza” con cui sanno mescolare l’antico e il moderno, il “bello” (se esiste) insieme al “brutto” (se esiste, e credo proprio di no). Una mescolanza contrastata, a volte sofferta e contraddittoria, magari per qualcuno oltraggiosa, e sia. Non siamo anche noi esseri umani in fondo tutti così?
    Preferisco il bello vissuto, respirato, continuamente ripensato, e, se vuoi, trasgredito, calpestato, al bello “sacro” e intoccabile. Il primo spinge a pensare, a creare, a reinventare. Il secondo molto meno.

    • Dici “Giappone”, e l’appassionato di giardini visualizza immediatamente lo “spoglio mistero” di Ryoan ji – o una sua qualunque declinazione, buona o cattiva che sia. Tutto torna: un giardino nasce sempre “per”: è una scelta, che come tutte le scelte implica degli scarti. Il giardino taglia fuori prima di tutto l’esterno, e dunque gli estranei: definisce e tramanda la propria identità grazie ad un muro, una recinzione, una siepe.
      Ma tu quel muro lo scavalchi, e anziché di una perfezione rarefatta dici dei suoi resti inglobati nel fluire degli eventi. Non della loro bellezza malgrado tutto, bensì della bellezza di questo (nuovo) tutto.
      Io facevo un ragionamento “dentro” il muro, tu l’hai portato al di fuori. Ed è bello e funziona come un décollage di Mimmo Rotella, in cui il soggetto sembra vibrare, inafferrabile.
      Mi interrogavo sul valore del giardino storico, e mi sembra che tu centri il punto: “storico” va inteso non nel senso di “bello sacro e intoccabile”, bensì come l’ineluttabile divenire di tutte le forme. Altrimenti anche Ryoan ji diventa un mistero addomesticato, una citazione colta e nulla più. Grazie: ecco cosa dice forse quel “si, però io…”.
      Mi rimane un dubbio. E se non sapessimo più riconoscere le tracce del passato? Se non sapessimo ricondurle al (presumibile) tutto in cui erano essenziali? La trasgressione presuppone il limite.

  2. Io non sono un’esperta dei giardini, anzi, credo che le mie piante mi odino, ma posso dire con sicurezza che un giardino è un modo per stare fuori senza esserlo troppo… Non so se mi sono spiegata abbastanza bene. Intendo che in un giardino si può stare all’aria aperta, sotto un cielo immenso ma restando nella calda e comoda nicchia degli affetti di casa. Se esco dalle recinzioni di casa mia il cielo mi opprime e le situazioni mi si rovesciano addosso senza darmi il tempo di capire; nel mio giardino, (che più che essere un giardino è un cortile) mi sento protetta e il cielo mi saluta tranquillamente senza cadermi addosso. Ammiro molto chi si interessa di giardini, perciò continuerò a seguire il tuo blog.

    • La tua è una delle definizioni più belle che abbia mai incontrato. Distillata nelle ore passate in cortile, ha il profumo dei fiori che tornano a trovarti uno dopo l’altro ogni anno, puntuali. Grazie. E grazie per la fiducia: magari troverai qualche altro angolino riparato qua e là, sarebbe bello!🙂
      Veramente nemmeno io sono un’esperta: i giardini mi mancano nonostante non ne abbia mai avuto uno, mi piacciono perché hanno sempre mille storie da raccontare e perché, un po’ come te, mi fanno sentire protetta – perlopiù dal nonsense che c’è appena oltre il cancello.
      Felice di poterti ritrovare da queste parti… o dalle tue, naturalmente! Ciao!

Your opinion?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...