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(700:2) ≥ ∞ ovvero strategie per sopravvivere ai weekend del FAI

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(plus weekend invitation –  bottom of page!)

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Quasi certamente ci sarà da aspettare, da soprassedere, da mordersi la lingua. Posso dimenticare la schietta gioia della settimana scorsa, quando mi sono ritrovata in un giardino di Villa della Porta Bozzolo in stato di grazia, riassettato a dovere e ancora vuoto nelle prime ore di apertura dell’anno. Nemmeno i colori erano ancora alla temperatura d’esercizio, e mancava pure il grosso dei fiori e delle foglie ma, per quanto gelato, il primo tuffo della stagione o il primo sorso di birra non è forse il migliore? Insomma, nessuna esitazione, nessun malinconico genius loci… la visita è stata una festa.

Domani sarà tutta un’altra musica. Perché se è vero che il garden tourist è in genere una persona sorprendentemente educata (provare per credere), mi viene il dubbio che ciò dipenda in parte dal fatto che nei giardini difficilmente c’è folla (italiana, perlomeno). C’è quasi da sperare che piova. A volte aiuta: con il maltempo i meno motivati ripiegano sui centri commerciali, mentre fra gli intrepidi si stabilisce un cameratismo un po’ su di giri ma pur sempre garbato. Via, dai, speriamo faccia bello… perché in ogni caso, durerà fin troppo poco.

Questo weekend il FAI offrirà la possibilità di visitare case, giardini e edifici vari normalmente chiusi al pubblico. Un numero che trovo sconfortante: 700. Non sono nemmeno certa di averli mai visitati in tutto, 700 posti. E se anche in un tentativo di cinismo (che mi riesce sempre difficile perché so che talvolta è sufficiente l’alamaro di una giacca, o le tonalità di un intonaco scrostato a ricompensarmi di una visita atroce) provo a dimezzare la cifra non mi basterebbe comunque un anno sabbatico. Come fare?

La mia strategia in caso di fiere, manifestazioni, occasioni irrinunciabili ad alta densità di pubblico, è quella di compensare in quantità quello che so già che mi perderò in qualità: una sorta di velocità di galleggiamento, anche emotiva, per scivolare senza peso e collezionare quanti più input possibili… e la tua?

If you’re travelling to Italy this weekend, you have the chance to visit (free admittance) plenty of precious villas, buildings and gardens usually off limits, thanks to FAI volunteers: click here to find the nearest… and then tell me!🙂

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Rather than writing about what I know, I prefer to write to know ... the same goes for reading. Anziché scrivere di ciò che conosco, preferisco scrivere per conoscere... lo stesso vale per la lettura.

5 thoughts on “(700:2) ≥ ∞ ovvero strategie per sopravvivere ai weekend del FAI”

  1. …e qui si vede l’occhio severo della vera appassionata… un po’ mi fai pensare a quando dopo ore di sentiero, tutto verde, natura e silenzio, in cima ti accoglie il chiasso del turista-tacchi a spillo salito in funivia… Però dai. Come quel turista, anche il profano del FAI, in fondo, ha scelto di dedicare una domenica alla tua stessa passione (poteva andare al mare… o starsene sul divano davanti alla TV…). Poi ti assicuro, il tacco a spillo lo trovi ogni domenica, non solo domani!! E infine confesso che a me quel 700… piace. A parte che riduce drammaticamente la densità di visitatori per ciascun sito😉 Ma poi, più che all’abbuffata mi fa magari ingenuamente pensare a tutte quelle persone che -per caso- scopriranno qualcosa: un palazzo, una pinacoteca, una mascalcia, un… giardino!, o anche solo un paesaggio o un dettaglio, dalle parti di casa loro, qualcosa cui non avevano mai dato importanza. Qualcosa in cui non si sarebbero mai imbattuti, se di siti ne avessero aperti molti di meno. E chissà poi che alla fine di questa giornata qualcuno non finisca per scoprire una passione… qualcuno che poi, naturalmente, ritroverai in un giorno di pioggia!😉

  2. Hai ragione, quante menate mi faccio… rileggere le preoccupazioni di ieri alla luce degli incontri fatti oggi mi fa provare un velo di vergogna. Diciamo che scrivevo paventando… trampoli a spillo! Credo che da questo punto di vista la mia passione per i giardini sia sintomatica di uno smodato bisogno di bellezza e di senso. Che, purtroppo, mi rende spesso intollerante e spocchiosa (accidenti ci hai preso: sono severa…). Mi dispiace. Per fare ammenda vado subito a farmi due giri dell’Auchan e tre del Carrefour, ok?
    ….Si, Ian, sono anche una gran faccia da schiaffi!😉

  3. …ma questo si era capito, altrimenti mica ti rispondevo a quel modo…😉😉 tre giri del Carrefour li intendi del capannone, vero? guarda che vengo a tenerti il cronometro!
    …e intanto il tuo blog diventa sempre più bello e poi come vedi stai incuriosendo anche un profano come me… e a proposito ti ho mai detto che mio nonno era giardiniere di professione? baci!

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