Damsgård Country Mansion

Bergen: rococò design a Damsgård

6 commenti
gardens / giardini

(with English abstract)

Rapida gita fuoriporta per raggiungere un posto in cui piove otto giorni su sette. Avevo bisogno di prendere un po’ di aria, perché le ricerche su un giardino barocco visitato un paio di settimane fa stanno acquistando una portata da tesi di dottorato… e mi è tornata in mente la casa di villeggiatura (ebbene si!) di Damsgård che ho visitato nel 2011. Risale al diciottesimo secolo, e pare sia la più bella abitazione di legno in stile rococò della Norvegia.

La si raggiunge in autobus dal centro di Bergen e l’effetto è straordinario anche sotto la pioggia. Il cielo è bianco e pesante come ovatta fradicia, eppure lei è magnifica: un’enorme villa di legno dipinto di bianco in cima a un prato. Sembra che argini la massa scura degli alberi alle sue spalle mentre in realtà se ne fa corona. L’ingresso di quello che oggi è un museo cittadino si trova sul retro dell’edificio, e apre su un cortile che si mangia gran parte dello spazio che, dalla strada, si sarebbe detto pieno. Gli interni sono, infatti, relativamente piccoli, le stanze collegate l’una all’altra, complete di decorazioni e arredi originali che ho fotografato solo mentalmente per rispetto del divieto imperante… accidenti a me! Ancora mi cruccio di non averlo infranto per memorizzare almeno la ricostruzione delle tinte che si sono succedute nei secoli (credo di aver appena trovato in rete il mio coniglio bianco sull’argomento: Jon Brænne: vedremo…).

Ovvio: ci ero andata per visitare i giardini interni, ricostruiti negli anni Novanta con perizia filologica sia nel disegno sia nella scelta delle piante. Ed ecco la sorpresa: …e il rococò?

Niente sfarzo, né giochi d’acqua o arredi ricercati: solo due piccoli, lindi cortili. Quello detto “del padrone” diviso in campi da vialetti di ghiaia, e quello “della padrona” appena più libero e mosso, con un paio di vasche. Giardini per i fiori da taglio, per gli aromi, belli da guardare anche dalle piccole finestre dai vetri spessi.

Noto ora che le assonanze fra Damsgård e il giardino barocco che volevo allontanare per un po’ non mancano: temo che il mio concetto di distrazione sia un po’ problematico… ho inoltre nuove domande che mi pungolano… c’entrava qualcosa la religione? C’entrava qualcosa la vita della classe mercantile? E’ solo una risposta al clima? …

P.S. Lo ammetto: ci avrei messo pure del mio evitando le inquadrature con le statue inserite in occasione del restauro: saranno anche filologicamente corrette ma facevano tanto “sette nani”…eccole, controvoglia. Dai, non sembrano posticce?

Damsgård is probably the best example of rococo timber architecture in Norway. It is close to Bergen, the ancient Norwegian capital, and I visited it in 2011 – guess why? – because of its gardens.

Thanks to a keen restoration they should express the original baroque concept. Even the Lonely Planet guide (Norway, 4th Italian edition, 2008) describes them as “constellated by sculptures, ponds and flora in common use 2 centuries ago”.

Well, I can assure that the whole is worth the visit, nevertheless I had to reconsider my expectations. I’m not deep enough in Norwegian culture to exactly understand their declination of baroque. I suppose it’s because of the climate, or probably the religion: the two inner gardens of Damsgård are very little and they look rather like typical cottage gardens: they communicate the same warm and splendid atmosphere of a well-managed kitchen garden.

Despite the fact that it wasn’t what I awaited (Ok… Versailles is unachievable, but…) I liked them a lot… the only thing I would really change are the sculptures: they look so fake and unnatural… what do you think about?

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Rather than writing about what I know, I prefer to write to know ... the same goes for reading. Anziché scrivere di ciò che conosco, preferisco scrivere per conoscere... lo stesso vale per la lettura.

6 thoughts on “Bergen: rococò design a Damsgård”

  1. Con tutta l’acqua che piove su Bergen potevano fare cascate su cascate… ma probabilmente è come chiedere ad un arabo se ama le palme o ne ha pieni gli occhi!

  2. lacasasullaScogliera ha detto:

    Bergen è una delle cittadine più belle che io ricordi del mio ormai lontano viaggio in Norvegia. Viaggio indimenticabile per la bellezza mozzafiato della natura rigogliosa e del verde, ovunque! Di Bergen ricordo le case meravigliose e… il salmone, altrettanto buono sugli smørbrød! Il giardino nelle foto è davvero bello, però hai ragione: le statue non piacciono nemmeno a me e sì, forse la religione, inamidata e seria di provenienza luterana, ha contribuito alla rigorosità dei giardini (anche se ricordo le loro chiese come bellissime e molto colorate…).
    Buona Pasqua, anche se ormai è andata.
    E.

    • Grazie, anche per la solidarietà sulle statue🙂
      Uno studente del posto mi ha raccontato che non ci si può fare un’idea della vita dei norvegesi finché non vieni invitato a casa loro, perché è al riparo delle mura domestiche che si svolge tutto… e il mio rammarico si è moltiplicato all’infinito: se le case a Bergen sono così belle fuori, chissà dentrooo! Corollario: se il salmone è buono preso al volo in un sandwich, figurarsi preparato dalla padrona di casa!
      Ottimo lo spunto sulla religione, grazie: devo proprio approfondire… e rivedermi le altre foto, perché la mia memoria selettiva ricorda solo parchi, fiordi, parchi, fiordi, cascate, parchi… e gruppi di motociclisti on the road!😉

      • lacasasullaScogliera ha detto:

        … la mia memoria ci mette dentro anche mare, stoccafisso a seccare lungo i fiordi, foreste, alberi, foreste, alberi… Che posti, però!

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