Novacella_Giardino_Gardentourist (5)

A blueprint

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gardens / giardini

(In English below) Ripenso al giardino dell’abbazia dei Canonici Regolari Agostiniani di Novacella, in Alto Adige.

Protetto dalle mura del monastero e da una cortina di filari di vite, sembra una piccola oasi. Eppure è tornato a occupare i luoghi di un tempo solo di recente, dopo un accurato restauro (2001-2003) che ha riorganizzato attorno alle due fontane barocche i lotti che il tempo aveva disperso.

Ricordo ancora quell’impressione, appena varcato il portone d’ingresso. L’aria era il calco profumato del giardino. Ad ogni passo il respiro registrava l’alito ruvido della paglia o la carezza vanigliata delle rose, le note di mirra dei gerani e quelle mediterranee del finocchio.

Inatteso, un aroma citrino si sprigionava dalle foglie di salvia, che continuavo a stropicciare con le dita mentre già cercavo di registrare i toni ostinati della ruta, il lezzo polveroso del bosso e le tante, tantissime essenze che non ho saputo afferrare.

Al loro posto ci metto quella che si spandeva nell’aria ieri sera – quella fresca e zuccherina del sambuco in fiore.

I get back to the garden of Augustinian Canons Regular Monastery of Neustift, in Tyrol.

Protected by walls and by a curtain of vine rows, it seems a little oasis. Yet it came back to life only recently, after a thorough restoration (2001-2003) which reorganized the dispersed lots around the two remaining Baroque fountains.

I visited it last spring, in a sunny afternoon. I still remember the feeling, as soon as I stepped in, that air had turned into a fragrant mold of the garden, which changed at every step in the rough smell of straw, played the notes of myrrh of geraniums and the Mediterranean ones of fennel, or wrapped roses in a scent of vanilla.

When everything calmed, you just had to rub a sage leaf that – surprise! – it gave off a citrine aroma, opening anew the way to the stubborn tones of rue, the dusty stench of boxwood and to the many, many other species that I have not been able to grasp.

In their place I put the one that filled the air last night – fresh and fragrant elderberry blossoms.

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Rather than writing about what I know, I prefer to write to know ... the same goes for reading. Anziché scrivere di ciò che conosco, preferisco scrivere per conoscere... lo stesso vale per la lettura.

10 thoughts on “A blueprint”

    • … and I didn’t tell you about the Abbey Cellar pub! The perfect place to bring your Granny for your Mother’s Day! 😉

  1. …spettacolare la nuova grafica. Di primo acchito diffidente, quando poi ho visto l’homepage, con le foto e i link a tutti i post, mi sono altroché ricreduto. E anche ora, girandoci. Salto di qualità.

    • Grazie del feedback sul tema… ho cercato di semplificare, mi stavo lambiccando troppo su categorie & Co… ah, questo vizio di definire!
      Adesso manca solo la scrittura. Dov’è che hai trovato il kit dello scrittore full optional, tu?

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