fiore spontaneo fra le rocce di un muretto

Tu chiamale, se vuoi, erbacce

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random notes / appunti sparsi

(+ English) Erbacce. Spuntano fresche senza chiedere nulla, misurano la mia distrazione in foglie. Le erbacce sono di molte specie, non solo vegetali: ci sono i bioccoli di polvere, le carte da archiviare, le scarpe scordate dal calzolaio. La vita di cui sento la mancanza, quella che vola leggera e dove i gesti domano il quotidiano, continua come può. Resiste ai margini di quella, pur ben pianificata e motivata, degli ultimi mesi. Viva le erbacce, allora! Sono spuntate dappertutto, tranne che qui, in mezzo ai miei giardini preferiti. Dovevo rimediare, no?

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Weeds. Freshly sprouting without a word, measuring distraction with the number of their leaves. Weeds are of many species, not only vegetal: there are wisps of dust, papers to file, shoes you forgot at the repairer. The life I miss, fulfilled thus light, made of gestures of care, continues on the edge of the one – although well-planned and motivated – of the latest months… long live all the weeds, then! They have sprouted everywhere but here, among my favorite gardens. I had to fix it, hadn’t I?

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Rather than writing about what I know, I prefer to write to know ... the same goes for reading. Anziché scrivere di ciò che conosco, preferisco scrivere per conoscere... lo stesso vale per la lettura.

13 thoughts on “Tu chiamale, se vuoi, erbacce”

  1. Non mi e’ mai piaciuto quel dispregiativo…che si usa solo in italiano, del resto!
    Alcune sono addirittura belle ,come quelle che hai fotografato tu….
    Bel post!

  2. le erbe anarchiche resistenti e ribelli che ci sono accanto pure quando il muro grigio è spesso, persino in poco spazio eccole!!

    • Spesso un dispregiativo suona più affettuoso di un vezzeggiativo… come quando strapazzi un cucciolo di coccole chiamandolo “bruttabestiaccia”! No?

  3. Oggi rientrando a casa mi è venuto in mente questo tuo post. Lungo la strada che sale a casa è un tripudio di “erbacce” in fiore: calendule selvatiche, veroniche, borragine, lamium, anemoni, margheritine..tante. Le ortiche e la consolida stanno crescendo veloci e tra un po’ saranno pronte per essere raccolte…🙂

    • Oggi correndo mi è tornato in mente questo tuo commento (che uno scossone del treno mi aveva fatto cancellare nel weekend, argh!)… è vero! Crescono rapide! Forti, sempre più spavalde… sembrano quasi sgomitare per farsi spazio🙂

  4. Paolo Astrua ha detto:

    Che bella carrellata di erbacce…ti consiglio un libro interessante tutto dedicato a loro: Erbe di città. Flora urbica, di Appendino/Luciano/Salvo ed. Araba Fenice.
    Buona giornata.

    • Bella l’espressione “flora urbica”, non l’avevo mai sentita! Grazie della dritta, ricambio con un libro che mi ha accompagnato per settimane: Elogio delle erbacce di Richard Mabey, Ponte alle Grazie🙂

      • Paolo Astrua ha detto:

        Lo conosco ma non l’ho letto. Accolgo la proposta. Lo leggerò. E che tra un Lamium e una Parietaria possiamo troviamo la bellezza nella semplicità!

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