Innsbruck Botanischer Garten (15)

A occhi chiusi nell’Innsbruck Botanischer-Garten

9 commenti
botanical gardens / orti botanici, parks / parchi

(+ English) Stavolta scrivo per rimediare a un incontro mancato: quello con l’orto botanico di Padova. C’ero quasi, sono arrivata a vederne i cartelli segnaletici… ma ieri la città era invasa dai maratoneti, o meglio, dalle loro macchine parcheggiate ovunque, e ho preferito rimandare. Il modo in cui si “chiude” una giornata o un’intera vacanza spesso la sigla indelebilmente, e non volevo archiviare il weekend fra le ville venete nella categoria “traffico impazzito”… Il giardino botanico di Innsbruck è un posto razionale, adatto allo studio, ma anche ben inserito nella vita del quartiere di Hötting e della città. Un luogo curato, ideale per fare quattro passi, ripetere la lezione o… praticamente qualunque cosa, come raccontano i reperti elencati nella pagina Lost&Found del sito!

Il suo atout, per me, è stato la collezione di piante da annusare e toccare, con cartellini di riconoscimento scritti anche in Braille. Nel mettermi alla prova (sono fortunata), ho scoperto quanto il poter fare affidamento sulla vista mi tenga, in realtà, lontana da un contatto più intimo e coinvolgente con la realtà. Basta chiudere gli occhi per scoprirsi meno sicuri di tutto, incapaci di distinguere le piante al tatto, esitanti nel seguire i loro indizi odorosi fino al nome custodito nel ricordo. Completamente assorbita dalla consistenza delle foglie e dai tentativi di ricostruirne la disposizione, non avevo più alcuna immagine, alcun nome in testa. Ma che esperienza!

Mi è piaciuta molto anche la sezione in cui le specie sono disposte un’aiuola dopo l’altra secondo la botanica sistematica, come in una lunghissima tavolata di famiglia.

Il parco è famoso per il suo giardino roccioso che, grazie al particolare clima della valle, offre a cielo aperto piante provenienti dalle altitudini d’Europa, Asia, Nuova Zelanda e Nord America. Benché fornitissimo, lo si può attraversare in pochi passi come Gulliver, perché per adattarsi ai climi severi le piante in genere rimpiccioliscono, si acquattano per trattenere, letteralmente, il respiro.

This time I am writing to remedy a meeting I lost: the one with the Botanical Garden of Padua. I was almost there, I got to see the signs… but yesterday the city was invaded by marathon runners, or rather, by their cars… and I decided to leave. The way a day or an entire vacation “closes” is often the way you’ll remember the whole of it, and I did not want to change the Venetian villas I had been visiting during the weekend with that traffic. The botanical garden of Innsbruck is a rational place, suitable for the study, but also well integrated into the life of the city and especially of the Hötting district. It is an ideal place for a walk, or to repeat the lesson … or for anything, as will tell you the objects listed in the Lost & Found page of the site! His atout, for me, is the collection of plants with badges written in Braille. I tested myself keeping my eyes closed (thanks God), founding out how much the possibility to rely on the faculty of sight can keep us apart from a more intimate and engaging contact with reality. I felt myself less confident, I was unable to distinguish the plants by the touch, hesitant to follow their fragrant clues until the plant name stored in my memory. Completely absorbed by the texture of the leaves and by the attempts to figure out their layout, I had no image, no name any longer in my head. But it was really amazing. I also liked the section where species are arranged according to systematic botany, just like a big big family around the same big big table. The park is famous for its rock garden which, thanks to the unique climate of the valley, offers an open-air arrangement to plants from the altitudes of Europe, Asia, New Zealand and North America. Although well stocked, you can cross it in a few steps like Gulliver: in fact, to adapt to severe climates, plants typically shrink and crouch to, literally, hold their breath.

Innsbruck Botanischer-Garten, Universität Innsbruck, Sternwartestraße 15

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Rather than writing about what I know, I prefer to write to know ... the same goes for reading. Anziché scrivere di ciò che conosco, preferisco scrivere per conoscere... lo stesso vale per la lettura.

9 thoughts on “A occhi chiusi nell’Innsbruck Botanischer-Garten”

  1. Bellissime le bug houses. E’ una delle cose che ho in progetto di costruire per il mio giardino🙂

    • Brava! Non ricordo dove ho visto le più belle… erano appese ai rami come piccole mangiatoie, per tetto avevano un libro aperto… ma chissà cosa ti inventerai: aspetto tue news!🙂

      • Al momento sto progettando una nuova legnaia da costruire durante le ferie. Le bug houses le ho scoperte in pinterest dove ce ne sono di tutti i tipi e misure. Splendide. Al momento le apine solitarie le ho nei tronchi della legnaia rimasti da ques’inverno e che non ho avuto il coraggio di bruciare. Adesso devo trovare una zona del giardino dove spostarli prima di tagliare e accumulare la legna per il prossimo inverno

    • Ti immagino a naufragare pomeriggi interi, fra le tue infinite salvie!😉 Una volta provato, vien voglia di rituffarsi nell’esperienza ogni volta che c’è una foglia, o una corteccia, a portata di mano…

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